Perché esiste
Molti task di ricerca su codice non hanno bisogno di un embedding dell'intero repo o di un prompt gigante, hanno bisogno di un agente economico che possa fare domande più ristrette in sequenza. Peek-a-Boo esiste per quella classe di lavoro stretta ma comune: trovare i file rilevanti, ispezionare giusto il contesto necessario e produrre una risposta senza trasformare l'intero repository in input per il modello.
Centro tecnico
Peek-a-Boo mantiene la superficie degli strumenti intenzionalmente piccola, appoggiandosi a operazioni in stile grep e a traversal focalizzati, così il modello spende token sulla sintesi invece che sul contesto grezzo del repository. Il vincolo è il prodotto: limitando le azioni disponibili e delimitando la ricerca, l'agente deve comportarsi più come un revisore di codice attento che come un sintetizzatore generico.
Prove correnti
Il progetto si comporta già come un prototipo a forma di benchmark: quattro mission built-in, una codebase target generata, limiti di sicurezza che impediscono esplosioni di token e una superficie di strumenti volutamente stretta che rende l'argomento del risparmio di token ispezionabile nel codice e non solo nella prosa. Questo lo rende un esperimento utile sull'ergonomia degli agenti, perché il criterio di successo non è l'astuzia del modello in astratto, ma se il loop dello strumento trovi le giuste evidenze con meno spreco di contesto.